8 – Non conosco “le persone che contano”, come faccio a entrare nel settore?

Come usare il networking in modo efficace per conoscere le "persone che contano" ed entrare nel settore. Strategie, esercizi e buone pratiche per imparare a fare networking.

Indice dei Contenuti

Puntata 8 - Podcast Tutto e subito - Come faccio a entrare nel settore?

Un po’ come quando ti dicono che per fare esperienza, ci vuole esperienza, lo stesso vale quando si dice che bisogna conoscere le persone “che contano” per entrare nel settore. 

Ma esattamente, dove si incontrano? Come si conoscono? E soprattutto, come mai è importante?

Prima che di essere fraintesa, metto le mani avanti, in questa puntata non parliamo di spintarelle all’italiana, massoneria o schemi piramidali. 

No, oggi parliamo di relazioni tra le persone, ovvero quello che in gergo viene definito “networking”. Cos’è, come si fa e soprattutto, perché si fa!

Di cosa parliamo oggi

Conoscere le persone “che contano”, le persone che ti ispirano, che hanno una storia interessante e che possono insegnarti qualcosa. È possibile? Come si fa? 

In questa nuova puntata di Tutto e subito parliamo di networking, del “fare rete” in modo intelligente, efficace e soprattutto equilibrato e sano. 

Prima di parlare di tecniche e strategie, però, capiremo che cos’è il networking e perché è importante a prescindere dall’esperienza lavorativa.
Cercheremo di sfatare il mito del “farsi da zero” e caleremo questo concetto nella realtà contemporanea, fatta di diverse sfaccettature, complessità e “gradi di separazione”.

Ci sarà un piccolo inciso sugli errori da evitare quando si fa networking e ci focalizzeremo sul tipo di attitudine che può essere più efficace. 

Infine, nell’ultima parte della puntata, condividerò alcuni metodi e strategie che possono aiutare e favorire le opportunità di networking. 

Perché ho scelto di dedicare un’intera puntata a questa tematica? Perché non se ne parla mai abbastanza e perché quando sei giovane spesso non hai la percezione di quanto sia importante coltivare relazioni di lavoro che siano di valore. 

So che può sembrare un discorso opportunistico, ma in realtà se si va oltre la superficie e si scende in profondità, è subito chiaro che non è così.

Che cos’è il networking e perché è importante?

Cos’è il networking

Allora, facciamo le cose per bene e cerchiamo di capire che cos’è questo fantomatico “networking”.
Il termine indica proprio la volontà e la capacità di costruire relazioni con altre persone con cui si hanno interessi, valori, obiettivi e visioni in comune. “Networking” sta per “fare rete”, costruire una rete di contatti che possono essere interessanti, arricchenti e possono ispirare a migliorare, ad imparare e a crescere come persone prima di tutto e solo in secondo luogo come professioniste. 

Se pensi a una rete, come è composta? Da tanti nodi che tengono insieme un unico filo o più fili legati tra loro. Considera i fili come le relazioni, e i nodi come le persone. Ecco cosa significa “fare rete”: costruire e coltivare relazioni positive, sane, equilibrate e di valore. 

Perché è così importante fare networking, anche se non si ha alcun tipo di esperienza e si pensa di non avere niente di interessante da dire o fare?
Perché è dalle relazioni con le altre persone, dai dialoghi, dai racconti condivisi di esperienze di vita e di lavoro che si può imparare. 

Inoltre, conoscere persone con un bagaglio di esperienze maggiore del nostro può facilitare sotto tanti aspetti il nostro stesso percorso. Immagina, per esempio, che tu abbia un dubbio o debba prendere una decisione valutando bene pro e contro. In casi come questi potresti avere bisogno di chiedere un consiglio a chi pensi possa darti un parere valido e competente. Ecco perché è così importante costruire e alimentare una propria rete di conoscenze: per supportare il tuo percorso, fornendoti gli strumenti e le opportunità che altrimenti magari non potresti avere. 

Certo, non è così scontato incontrare e conoscere persone che possono ricoprire il ruolo di mentore, partner o supporter.

La difficoltà sta proprio in questo. Perché non tutte le persone hanno lo stesso accesso a contesti e situazioni in cui il networking è possibile. Anzi, meno si ha esperienza, meno sono le possibilità di incontrare persone che ne hanno.
Meno persone si conoscono, meno persone sarà possibile conoscere. 

Viceversa, più persone si conoscono, più persone è possibile conoscere.

La teoria dei 6 gradi di separazione

La teoria dei sei gradi di separazione, di fine anni ’60 ha dimostrato con un esperimento che tutte le persone sono connesse tra loro con un massimo di 6 gradi di separazione. Come a dire che, se tu volessi conoscere o incontrare il presidente della Repubblica, potresti riuscirci tramite una persona che conosce un’altra persona, che conosce un’altra persona, che conosce un’altra persona che conosce il presidente. Pazzesco, no?

Ma la cosa ancora più incredibile è un’altra. Nel 2011 è stata fatta un’altra ricerca per valutare l’attendibilità della teoria dei sei gradi di separazione, tenendo in considerazione anche l’avvento di Facebook. Beh, dagli studi effettuati è emerso che i gradi di separazione non siano più 6, ma 3 e mezzo

Quale anno fa Nicoletta Crisponi, una travel blogger italiana, ha fatto il giro del mondo con la volontà di confermare questa teoria. L’obiettivo? Girare il mondo essendo ospitata solo da amici, amici di amici, amici di amici di amici. E ce l’ha fatta! 

Ci sono poi altri studi e aggiornamenti di questa teoria ancora più interessanti. Se vuoi approfondire la teoria dei gradi di separazione, ti consiglio di leggere il libro di Domitilla Ferrari che si intitola “Due gradi e mezzo di separazione”, che già come puoi leggere dal titolo, fa un altro passo in avanti. 

Questa è la teoria più esemplificativa di quanto il fare rete con altre persone può essere un’opportunità di crescita e, perché no, di esplorazione del mondo intorno a noi, davvero unica. 

Ma come funziona il networking? Incontri una persona, ti presenti e basta? Beh, in pratica sì.
La chiave di tutto sta nell’essere nel contesto giusto, usare i modi giusti e soprattutto incontrare delle persone con cui c’è un’affinità di qualche tipo. 

Il networking reale deve essere il più possibile disinteressato. Nel senso: non ci si presenta a una persona con lo scopo di ottenere qualcosa, ma con la volontà di conoscerla, con l’obiettivo di costruire davvero una relazione tra due persone e al massimo di poter offrire qualcosa. 

Anche se quando si parla di networking nella maggior parte dei casi si intende fare rete per lavoro, si tratta pur sempre di relazioni umane. Bisogna inoltre ricordarsi sempre che le relazioni di lavoro efficaci sono quelle dove si condivide un intento, una visione del mondo e degli obiettivi coerenti e complementari tra loro. 

Ciò che poi permette il passaggio da semplice conoscenza o relazione tra due persone a opportunità di vita, di esperienze o di lavoro, è quando si crea una dinamica di utilità reciproca, basata su una visione del mondo e dei valori condivisa.

Il networking è creare relazioni di lavoro sulla base di valori e visione del mondo in comune.

Conoscere le persone senza fare paragoni

Come si fa networking efficace? Come, e soprattutto, dove si conoscono le “persone che contano”? Ecco alcuni consigli e buone pratiche che possono aiutarti a farlo nel modo migliore possibile!

Prima di cominciare a descriverti le tecniche e le strategie per imparare a fare rete in modo efficace, una piccola precisazione e premessa. Quando scegli di incontrare persone che hanno più esperienza di te, che sono più avanti di te nel percorso, cerca di evitare di paragonarti alla loro situazione attuale. Perché in queste situazioni può essere facile cadere nel pensiero “eh ma io in confronto non ho fatto niente, non sono abbastanza brava, competente ecc.”. Ma se ti fermi a riflettere un secondo, ti renderai conto che il punto di cui si trovano loro fa parte del loro percorso, non del tuo. E ogni percorso è fatto di alti e bassi, di successi raccontati e mille difficoltà affrontate nel silenzio.
Quindi, invece che farti prendere dalla sindrome dell’impostore, prova a utilizzare il tempo che trascorrerai con queste persone come un’opportunità per conoscere tutte le varie sfaccettature del loro percorso. Sarà sicuramente un modo per imparare e soprattutto un’opportunità per creare un legame che sia basato sulla volontà e la curiosità di conoscersi in modo profondo e vero.

Dove conoscere le “persone che contano”

Ok, detto questo, partiamo dalla domanda forse più gettonata: dove posso incontrare persone con cui fare rete?

In tantissimi posti diversi. A scuola, ad esempio, se capita che durante delle conferenze o assemblee vengano invitate persone per parlare di argomenti relativi alla loro esperienza e al loro lavoro. 

La stessa cosa vale per le conferenze, i laboratori, i seminari e i workshop all’università. 

In questi casi, puoi cogliere l’occasione durante la conferenza per porre delle domande riguardo a tematiche che ti interessano per conoscere la loro opinione. Oppure puoi avvicinarti a fine conferenza, presentarti, ringraziare e chiedere la mail con cui potrai potenzialmente ricontattare la persona in futuro.
O puoi decidere di scrivere una mail di apprezzamento per l’intervento fatto e ringraziare, direttamente il giorno dopo, in modo da cominciare subito a costruire una relazione.
O puoi fare tutte queste cose insieme, se la persona ti ha particolarmente colpito. 

E se non vai all’università e hai già terminato la scuola?

Ci sono gli eventi, i seminari, le conferenze e le fiere di settore. E con “di settore” intendo qualsiasi sia il settore che a te nello specifico interessa. Sono contesti magari un po’ più formali, ma in cui gli obiettivi sono sempre due: parlare o studiare un determinato argomento e conoscere le persone interessate e interessanti legate a quel determinato argomento. Quindi sì, sono proprio le situazioni migliori per fare networking. 

Come si trovano questi eventi? Ad esempio cercando online su pagine e siti di istituzioni, scuole, università e associazioni del territorio che organizzano eventi di settore. Spesso gli stessi eventi sono promossi su Facebook, nelle pagine Instagram, sul quotidiani locali o nazionali, oppure con cartelloni e manifesti. Puoi anche cercare direttamente sulle piattaforme di ticketing per trovare eventi che ti interessano sia nella tua zona, che a livello nazionale oppure online. Una fra le più utilizzate è Eventbrite, che ha anche un ottimo meccanismo di filtri per ottimizzare la tua ricerca.
Per quanto riguarda le conferenze e gli eventi singoli, è molto probabile trovare degli eventi ad accesso gratuito. Mentre, per quanto riguarda i seminari o le fiere di settore, spesso è previsto un biglietto di ingresso. 

Se stai ancora frequentando l’università, controlla se esiste il Career Service, ovvero un servizio dedicato all’ingresso nel mondo del lavoro post laurea. Spesso questo servizio offre formazione e organizza eventi di networking gratuiti per studenti e studentesse.

Elevator pitch: cos’è, come si fa e quando usarlo

E una volta che sei lì, come fai a presentarti in modo efficace?

Preparati un elevator pitch, ovvero un discorso della durata di una corsa in ascensore, quindi 30/60 secondi, in cui ti presenti, dici chi sei, cosa fai, come lo fai e perché lo fai. Spesso dopo le conferenze e negli eventi di networking il tempo a disposizione per poter chiacchierare e conoscere le persone è molto poco. Quindi se sai già a grandi linee cosa dire e lo fai in poco tempo, la persona che hai di fronte riuscirà ad ascoltarti, comprenderti con più facilità e si ricorderà di te.
Creare un elevator pitch che sia efficace e d’impatto non è semplice. Scrivi sul tuo quaderno gli elementi centrali che vuoi raccontare, le emozioni che vuoi suscitare e la chiusura, ovvero la domanda che può stimolare una conversazione. Poi fai un po’ di tentativi, se serve filmati, oppure guardati allo specchio o registra la tua voce per capire se ciò che stai dicendo è coerente ed efficace. E a prescindere, quando ti capiterà l’occasione, prova ad allenare il tuo elevator pitch, in modo da renderlo fluido e non recitato.
Piccola tips: immagina di fare uno speed date con 1 minuto a disposizione per presentarti. Ecco, il principio è lo stesso.

Fare networking grazie al personal brand

Un altro modo per conoscere persone interessanti e che possono essere di ispirazione è lavorare al proprio personal brand online e sui social. Il personal brand è il metodo per promuovere la propria persona e la propria professionalità. Puoi farlo online creando un tuo progetto personale in cui dimostri le tue capacità e i tuoi interessi, oppure puoi farlo semplicemente raccontando il tuo percorso su un social dedicato, come può essere LinkedIn.
O in generale puoi utilizzare i social network come strumenti di connessione dove seguire, conoscere e incontrare persone per te interessanti che possono essere d’ispirazione. Magari, dopo aver scambiato una chiacchierata in chat con una persona che ti ha colpito in modo particolare, puoi proporre una videochiamata per conoscervi meglio e fare appunto “networking”.

Organizza i tuoi contatti

Ultimo consiglio di questa puntata, che in realtà è una buona pratica da mettere in atto sin da subito: tieni una sorta di rubrica con nomi, numeri di telefono, mail e persone o luoghi dove vi siete incontrati. 

Perché a mano a mano che conoscerai persone nuove, potresti rischiare di confondere eventi e situazioni. Oppure potresti avere bisogno di ritrovare con velocità il contatto di una persona. 

Oppure potresti perdere il telefono e con lui tutti i contatti. 

Ecco, per evitare tutto questo, crea una tabella su Word oppure un foglio Excel in cui organizzi i tuoi contatti. E così passa la paura!

Non c’è un momento giusto per iniziare a fare networking, puoi iniziare subito, anche adesso, anche se stai ancora studiando.

Bene, questi erano i miei consigli per la puntata di oggi. Spero di essere riuscita a trasmetterti l’importanza del “fare rete” in modo consapevole ed efficace. Ti auguro di incontrare persone che ti ispirino e ti supportino nel tuo percorso, aiutandoti ad entrare nel settore!

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